In
questa sezione è presente anche un piccolo filmato in formato REAL
VIDEO dove ho descritto brevemente come effettuare il restauro del
mobile in legno di un apparecchio radio. E' un video che ho prodotto personalmente
ed in questo caso l'apparecchio sottoposto al restauro è una Radio
Allocchio Bacchini. Si tratta ovviamente di un piccolissimo
riassunto di tutto quello che è necessario conoscere almeno per
avvicinarsi inizialmente all'opera di restauro che spesso richiede tempo,
pazienza ed una grande esperienza nella lavorazione del legno.
Per
la corretta visualizzazione del video è necessario avere installato
il REAL PLAYER. Eventualmente potete scaricare il visualizzatore
gratuitamente direttamente dal sito ufficiale della REAL cliccando QUI.
Se avete installato sul vostro PC l'ultima versione di Internet Explorer
non dovreste comunque averne bisogno.
Oppure clicca QUI per scaricare direttamente sul tuo PC l'intero video, anche se questa operazione la sconsiglio per via delle dimensioni del filmato (circa 1.2Mb)
Restaurare un radioricevitore a valvole.
Premessa: Le poche righe che seguono non vogliono essere una presuntuosa semplificazione delle delicate e sapienti operazioni di restauro meccanico di un qualsivoglia apparecchio radio. Le tecniche di recupero/restauro dei mobili di ricevitori a valvole sono infatti analoghe a quelle utilizzate da esperti falegnami per il recupero di mobili antichi, quindi se non ritenete di essere all'altezza dell'opera o non avete esperienza nel settore non procedete subito con un mobile prezioso ed imporante, cercate PRIMA di farvi una idea dell'impegno richiesto facendovi aiutare da qualcuno più esperto di voi.... Ricordate che il legno è un materiale "vivo" e che per questo motivo risponderà velocemente ai trattamenti che gli riserverete, sia nel bene, che ...nel male ! La lettura di una buona guida sul restauro di mobili in legno potrà rivelarsi molto utile, anche per darvi la possibilità di conoscere a colpo d'occhio i materiali di cui è composto il nostro prezioso "contenitore da radio". E' importante infatti capire subito di quali materiali è realizzato il mobile per non rischiare di danneggiarlo irreparabilmente con prodotti chimici o sottoponendolo a lavorazioni non adatte.
Mi rendo altresì perfettamente conto che il trattamento che verrà descritto possa risultare per molti esperti restauratori superficiale e poco ortodosso, l'ideale sarebbe infatti impiegare la GOMMALACCA. Purtroppo il trattamento del legno con la gommalacca è tutt'altro che facile e presuppone una notevolissma esperienza sulla tecnica utilizzata e sicuramente non alla portata di un principiante. Posso garantire infatti che il mobile di un apparecchio radio trattato finemente e sapientemente con la gommalacca assume una colorazione ed una levigatezza impareggiabile, non ottenibile con metodi diversi. Inoltre è importante osservare che il restauro di un apparecchio dovrebbe sempre essere effettuato tenendo conto dei materiali e delle tecniche che venivano utilizzate al momento della sua costruzione. Vedere un apparecchio del 1930 splendido brillante sotto una coltre di vernice poliuretanica trasparente, beh, meglio qualche segno del tempo in più e meno prodotti chimici.. Ho ritenuto doveroso fare questa premessa per riguardo a tutti i veri "artigiani" del restauro.
La
prima fase dell'operazione di restauro di un qualsiasi apparecchio radiofonico
più o meno datato è il ricondizionamento del mobile, solitamente
di legno o bakelite, realizzato da veri maestri artigiani quando ancora il costo
del lavoro non incideva pesantemente sul costo del prodotto finito. Inoltre
negli anni 30' non era ancora stata inventata la plastica, quindi la soluzione
più comoda era per forza il legno, anche perchè dava al ricevitore
la possibilità di diventare un vero e proprio componente dell'arredamento
delle case di quegli anni. Sovente alcuni interventi richiedono anche che vengano
ricostruiti piccoli particolari andati distrutti con il tempo, come certi fregi
oppure come più facilmente la sostituzione della tela davanti all'altoparlante.
Se
avete la necessita' di acquistare manopole o fregi particolari in bakelite potete
rivolgervi a Marco Manfredini, e' un grande appassionato nonche' valido collezionista
(puoi visitare una parte della sua collezione cliccando QUI)
che mette a disposizione la propria esperienza
in fatto di riproduzioni d'epoca. La lavorazione avviene come una volta, in
stampi metallici, riproducendo cosi' ogni tipo di componente rendendolo indistinguibile
dall'originale.
Per
prima cosa è necessario estrarre tutte le parti elettroniche o meccaniche
dal mobile, lasciandolo completamente vuoto. Solitamente per tenere fermo lo
chassis ci sono 4 o più viti infilate dal lato inferiore del ricevitore.
Prima di estrarre lo chassis all'interno del mobile andranno tolte le manopole
o quant'altro che ne ostacoli la rimozione. Quando togliete le manopole fate
molta attenzione perchè quelle in bakelite con il grano (vite) di fissaggio
spesso sono bloccate e ogni forza che applicate loro potrebbe romperle. Se il
grano di fissaggio risultasse bloccato basta spruzzare una MINIMA
quantità di CRC o analogo sbloccante per viti ed attendere qualche decina
di minuti perchè faccia effetto. Durante l'estrazione del telaio dal
mobile fate attenzione che non si stacchi la scala parlante in vetro e MAI
utilizzare i trasformatori di media frequenza per estrarre l'appaercchio dal
mobile, non sono manigile !!
Spesso mi è capitato di trovare medie frequenze completamente
piegate o addirittura spaccate dentro perchè utilizzate per .... alzare
il telaio del ricevitore... Ultima ma ovvia raccomandazione è quella
di evitare di staccare inavvertitamente fili o cablaggi che poi senza uno schema
elettrico risulterebbero problemi di noiosa soluzione.
Una
volta estratto ogni componente elettronico dall'interno del mobile sarà
opportuno togliere anche tutti gli eventuali fregi sia in plastica che
in bakelite che dovessero ancora essere presenti. Nella immagine qui a
lato potete vedere come deve presentarsi il mobile a smontaggio ultimato.
Per togliere l'altoparlante solitamente ci sono 4 o più viti autofilettanti,
bisogna però fare attenzione a non rovinare con le dita durante
lo smontaggio il cono di cartone dell'altoparlante stesso. Inoltre nei
ricevitori con altoparlanti elettrodinamici troverete una discreta quantità
di collegamenti che lo uniscono al telaio, collegamenti fatti spesso con
fili che basta toccare e si rompono. L'altoparlante è un componente
molto delicato, va sempre trattato con la massima attenzione, anche il
trasformatore di uscita che spesso è avvitato al suo cestello deve
essere maneggiato con estrema cura. Ricordate sempre che un filo staccato
senza capire dove era collegato se non si è in possesso dello schema
elettrico del ricevitore diventa poi in fase di rimontaggio una perdita
di tempo notevole.
A
questo punto l'interno va pulito molto accuratamente dalla polvere e sporcizia
usando un aspirapolvere ed un pennello. In alcuni casi se lo sporco fosse
particolarmente tenace consiglio di lavare delicatamente e
LEGGERMENTE
le parti con acqua e sapone, badando però di asciugare immediatamente
ed a fondo il mobile, pena rigonfiamenti e danneggiamenti del legno....
Se dovessero essere presenti fori di tarli (ahime molto frequenti) consiglio
un buon trattamento antitarlo utilizzando i prodotti in commercio e tenendo
per un paio di giorni il mobile chiuso ermeticamente dentro un sacchetto
di plastica da usare come.... camera a gas. Tenete presente che la cura
antitarlo deve essere fatta per i TARLI e non per le
persone che abitano in casa... !! I prodotti chimici che userete oltre
che essere di odore nauseante possono anche provocare irritazioni e risultare
tossici, quindi prestate la massima attenzione ma sopratutto cercate di
lavorare sempre in un ambiente molto aereato.
A
questo punto una passata di carta vetro media (misura 300) vi permetterà
quindi di uniformare la superficie ed eliminare eventuali graffi, sempre che
non siano troppo profondi. Eventualmente l'utilizzo di un buon stucco per legno
renderà possibile eliminare le imperfezioni più evidenti. Ricordate
che è importante eseguire la scartatura procedendo SEMPRE nel senso delle
venature del legno !! Non esagerate mai troppo con la carta vetro, alcuni mobili
venivano impiallacciati con strati molto fini ed il rischio è di trovarsi
poi con il legno a vista.
Una
ottima anzi, consigliata alternativa e
molto meno faticosa della carta vetro e' rappresentata dallo sverniciatore,
utile per rimuovere ogni traccia delle vernici precedenti. Va
utilizzato con tutte le massime precauzioni per le mani e per gli
occhi in quanto e' molto caustico ed anche una minima goccia sulla pelle ha
effetti irritanti molto fastidiosi, negli occhi poi diventa MOLTO
PERICOLOSO. Generalmente una mano data a pennello basta, si tratta
di attendere una decina di minuti e poi con una spatola si riesce rimuovere
la vernice, che viene via molto bene.
Utilizzate questo tipo di prodotto ESCLUSIVAMENTE all'aperto, e' molto
tossico, facilmente infiammabile, puo' causare cecita' se a contatto con gli
occhi, insomma riassumento in poche parole:
ATTENZIONE A QUELLO CHE FATE!
Se
utilizzate il metodo della carta vetrata ricordatevi di non premete troppo durante
la svenriciatura, altrimenti potreste lasciare brutti solchi difficilemente
eliminabili in seguito. Purtroppo le impiallacciature di alcuni apparecchi se
tenuti per lungo tempo in ambienti umidi (cantine o altro) tendono a rovinarsi
e "arricciarsi". In questo caso purtroppo non vi è nulla da fare se non
tentare di ripiegare il legno nella sua posizione originale poi incollandolo,
ma per mia esperienza se il mobile, specie negli angoli, è danneggiato
spesso l'impresa diviene impossibile se non eseguita da un vero artigiano del
legno. In questi casi comunque MAI buttare l'apparecchio ma provare ad affidarlo
a qualche esperto falegname, alcuni di questi sono dei veri e propri artisti
e riescono anche a riuscire nelle situazioni più disperate..
A
questo punto, con eventuale stucco o cera tappabuchi perfettamente
essiccata, ripassare come rifinitura con carta vetro, questa volta più
fine (almeno una 500) sempre senza esercitare troppa pressione. Adesso,
a seconda della tonalità di colore del mobile, potrete trattarlo
a vostro piacere con impregnante colore noce (di solito noce scuro) applicato
con un pennello a setole morbide. Questo farà tornare piacevolmente
a vista le venature originali. Esistono diversi tipi di impregnanti per
legno in commercio, l'importante è diluirli molto e dare le pennellate
SEMPRE nel senso delle venature del legno. Come detto sopra l'ideale sarebbe
trattare il legno con la gommalacca, ma senza una buona esperienza sconsiglio
la tecnica, sarebbe meglio prima fare delle prove su pezzi di legno senza
alcun valore....
Una
volta seccato perfettamente l'impregnante (almeno il giorno dopo) si deve prendere
della carta a vetro ad acqua, quella solitamente usata dai carrozzieri (la 1000),
bagnarla abbondantemente e passarla leggermente sulla superifice del mobile,
facendo attenzione a tenerla sempre molto umida e comunque senza premere
troppo. Questo trattamento eliminerà quello che è il "pelo" dello
strato di impregnante che avete applicato e vi restituirà un legno perfettamente
liscio, come il vetro... Per asciugare il mobile vanno benissimo i vecchi
panni di lana. Come ultimo ritocco una buona passata di cera per legno della
stessa tonalità dell'impregnante darà una finitura impeccabile
al vostro lavoro!
Non commettete il classico errore di volere anticipare troppo i tempi, ossia nella curiosità di vedere finito il vostro restauro non attendere i tempi di essiccazione dei prodotti usati, rovinereste sicuramente tutto. Inoltre lo strato finale di cera deve essere leggero e della stessa tonalità dell'impregnante (noce chiaro o scuro).
Talvolta
può essere necessaria anche la sostituzione della tela dell'altoparlante
spesso troppo rovinata, macchiata o addirittura mangiata dai topi..In questi
casi potete trovare ottime imitazioni di stoffe presso quasi tutte le fiere
dell'elettronica o addirittura presso alcuni privati che tramite internet ve
le possono spedire anche direttamente a casa. L'alternativa temporanera è
trovare un buon tappezziere e scegliere il tipo di stoffa che pensate si addica
all'aspetto esterno del ricevitore. Personalmente in alcuni casi questi "trucchi"
poco nobili hanno prodotto un risultato molto bello da vedere. Nella sezione
"restauro della tela" potete trovare alcuni preziosi consigli sul
come effettuare la sostituzione.
Come
detto prima non buttate MAI via nessuna
parte del ricevitore, anche la vecchia tela conservatela, dentro il mobile
c'è sempre spazio da vendere. Potete utilizzare dei piccoli sacchettini
in plastica come faccio io al cui interno troveranno posto i componenti
"defunti" che sono stati sostituiti per effettuare le riparazioni ed il
restauro del caso..
Durante
le operazioni di pulizia della parte meccanica, se si decide di "oliare"
qualche parte, tasto o altro, FARE MOLTA ATTENZIONE
a non fare finire assolutamente il lubrificante nei rinvii della cordina di
sintonia, in specialmodo dove il comando manuale trasmette il moto alla funicella,
come evidenziato nella immagine qui a lato.
Se dovessero venire a crearsi slittamenti poi sarebbe necessario smontare TUTTI
i meccanismi e pulirli con uno sgrassante (comune alcool va benissimo), ma posso
garantirvi che questa sia una impresa davvero noiosa. Nel dubbio meglio una
manopola un po' "dura" che perdere 1/2 giornata di lavoro...
Una
volta terminate le operazioni di restauro potete riassemblere il ricevitore
dentro il mobile facendo attenzione a non scollegare fili o altro. Solitamente
prima si rimontano i fregi, la tela dell'altoparlante e quindi l'altoparlante
stesso. Ovviamente queste operazioni andranno fatte allorchè siamo strasicuri
che la parte elettronica sia perfettamente restaurata e funzionante. Per fare
questo è sempre opportuno lasciare a cantare una oretta il ricevitore
acceso FUORI dello chassis, questo per assicurarsi che in seguito non ci siano
problemi che renderebbero poi necessario nuovamente lo smontaggio.
Reinserito
il telaio nel mobile lo fisseremo con le viti che abbiamo tolto e come
ultima operazione potremo rimontare le varie manopole. Quando si rimontano
le manopole fate attenzione a non stringere troppo i grani di fissaggio
(ove presenti) perchè specie le manopole in bakelite tendono a spaccarsi.
Se dovessero mancare delle manopole sempre ai mercatini o alle fiere si
possono trovare scatoloni pieni di vecchie manopole e con un pò
di fortuna si riesce anche a trovare proprio magari quella che ci manca.
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