|
Per le norme di sicurezza si rimanda alla lettura delle avvertenze poste in fondo a questa pagina. |
| CARATTERISTICHE | ||
| Misure: | 430 x 330 x 80 | |
| Peso: | 14Kg circa | |
| Potenza: | 10 watt REALI per canale | |
| Tipo di Amplificazione: | Classe A SINGLE-ENDED | |
| Impedenza di uscita: | 8 ohm |
Il progetto originale da
cui ho preso lo spunto per autocostruirmi questo amplificatore è apparso
qualche tempo fa sulla rivista Nuova Elettronica (Anno 27 numero 182
- Kit numero LX1239 + LX1240).
La configurazione
per ogni canale si basa sostanzialmente su uno stadio in pura classe A
single-ended con un pentodo finale EL34 pilotato dal doppio triodo
ECC82, utilizzato come stadio preamplificatore. La potenza di uscita
continua di questo ampli si aggira intorno ai 10 watt continui per
canale.
Trattandosi di uno stadio amplificatore in classe A per via delle sue caratteristiche
intrinseche non otterremo mai una grossa distorsione in uscita, anche tenendo
il volume al massimo. Per contro la potenza in calore dissipata dai tubi finali
sarà costante e indipendente dal volume di ascolto. Se collegherete
a questo ampli dei diffusori anche di mediocre fattura, preferibilmente con
impedenza 8 ohm, riuscirete a sonorizzare benissimo una stanza di 4 metri
x 7 come faccio io.
Va detto inoltre che anche al massimo della potenza erogata la distorsione
che viene prodotta dagli amplificatori a valvole non e' la stessa dei "cugini"
transistorizzati. I tubi elettronici per loro natura generano infatti, se
portati alla distorsione, armoniche PARI, quindi assolutamente "accordate"
rispetto alla nostra scala musicale, mentre i transistors generando armoniche
DISPARI rendono il loro suono molto piu' gracidulo.
Dietro una mia personale iniziativa ho poi sostituito le due finali presenti nel circuito originale con due tetrodi KT88, in grado di fornire maggiore potenza ed essere esteticamente più accattivanti. Sicuramente in questa configurazione circuitale non vengono assolutamente "tirate per il collo" e quindi anche per lunghi periodi di ascolto non si sovraccaricano. Chiaramente in virtù della classe di funzionamento, come detto prima, il calore dissipato da questi tubi è veramente tanto al punto tale che durante il funzionamento è pericoloso toccare anche per un istante il vetro delle valvole, pena gravi ustioni.
Successivamente poi ho modificato lo schema originale collegando la griglia schermo delle finali direttamente alla placca, facendo lavorare quindi la valvola come un normalissimo triodo. Avevo letto da qualche parte che cosi' avrebbe "suonato" meglio. Sinceramente non mi sono accorto della differenza (forse ho dei diffusori troppo scarsi...) comunque non avevo piu' voglia di riaprire tutto l'ampli e quindi e' rimasto cosi'...
Per motivi di spesa ho preferito acquistare il modello di valvola prodotto in CINA in quanto i tubi originali costruiti negli U.S.A. hanno un costo proibitivo, specie quelli con la placca in puro titanio. Ad ogni modo, ed almeno in questo progetto sicuramente non esasperato, la differenza acustica tra i due tipi di valvole la ritengo del tutto trascurabile...
Entrando piu' a fondo nei dettagli
tecnici e analizzando per prima cosa lo stadio alimentatore vediamo dallo
schema, scaricabile QUI,
che altro non e' che un trasformatore ed ponte di diodi seguito da condensatori
elettrolitici per alte tensioni a basse perdite della Kendeil.
Rispetto allo schema originale ed al kit di Nuova Elettronica ho acquistato
DUE stadi di alimentazione identici, utilizzandone uno per ogni canale.
Il trasformatore di alimentazione unico infatti era un po' sottodimensionato
e tendeva a scaldarsi troppo. Consiglio quindi VIVAMENTE
se prendete in considerazione l'idea di acquistare questo kit di ordinare
da subito DUE stadi di alimentazione, questo per evitare che successivamente,
come ho fatto io, il produttore dei trasformatori cambi leggermente la fattura
estetica, facendo vedere delle differenze tra i due. Se osservate bene infatti
la foto del mio ampli vedrete che le calotte dei due trasformatori di alimentazione
sono diverse...
Quelli che ho acquistato io anche per questioni di semplicità, direttamente da Nuova Elettronica, mi sono sembrati di buona fattura e ottime caratteristiche, inoltre esteticamente presentabili.
Il montaggio vero e proprio dell'amplificatore ha richiesto il suo bel circuito stampato che, per motivi di tempo, ho preferito acquistare già fatto, forato e serigrafato, (viene fornito insieme al kit). Per essere sinceri avevo in mente di realizzare il progetto usando la tecnica molto old-style del cablaggio in aria punto-punto, ma poi mi sono arreso alla semplicità di un comodo circuito stampato già pronto per l'uso.
Sfruttando il circuito stampato
per garantire un risultato certo sono bastate alcune accortezze (elencate
di seguito) da "addetti ai lavori" perchè l'amplificatore non ronzasse
assolutamente e fosse assolutamente silenzioso.
In un progetto a valvole credetemi che il pericolo ronzio è dietro
l'angolo e successivamente difficilmente eliminabile...
l mobile in legno, autocostruito
dal sottoscritto altro non e' che cinque (5) pezzi di legno
di abete, opportunamente sagomati, incollati e trattati con impregnante noce
e flatting lucido come finitura. La base di supporto superiore, dove sono
montati tutti i componenti inizialmente era una banalissima lastra di plexiglass
da 5mm (udite udite) di quelle usate nei box doccia, opportunamente verniciata
dal lato interno con uno spray nero lucido. (!) Poi
durante il restyling dell'amplificatore, con l'occasione del raddoppio dello
stadio di alimentazione, ho preferito rifare completamente la base, come descritto
qui di seguito. Se volete vedere come era l'ampli prima potete cliccare QUI.
Ed adesso, dopo tante premesse ecco una carrellata di immagini con le relative
descrizioni e commenti..
Buona Visione!
| Se volete
vedere lo schema elettrico completo dell'amplificatore e del suo stadio
alimentatore per provarne a realizzare uno voi potete cliccare sulle icone
qui a fianco. La realizzazione richiede chiaramente una certa pratica nei montaggi elettronici, per la taratura invece non servono particolari strumenti, un comune tester può andare benissimo. Rispetto al progetto originale ho apportato alcune modifiche, nello schema sono state evidenziate. In particolare ho aggiunto un condensatore nella rete di controreazione (leggi dopo nelle prove strumentali) e collegato la griglia schermo delle KT88 direttamente alla placca, facendo lavorare cosi' il tubo come un triodo. |
![]() |
Vista laterale, si puo' notare il jack per la cuffia ed il relativo deviatore. Come manopola ne ho usata una tolta da un vecchio apparecchio Geloso, mi piaceva un tocco "vintage". |
![]() |
Solo per la cronaca o mera curiosita' la "pesa" di questo ampli fa raggiungere la bilancia quasi i 15Kg di peso! |
Dopo tutta questa serie di
descrizioni "hardware" vere e proprie vediamo adesso come si comporta
dal vivo questo amplificatore, misurandone le caratteristiche tramite esami
strumentali, anche se credo che alla fine quello che conti veramente sia la
vera prova "orecchio", esame che questo mio prototipo ha superato
brillantemente.
![]() |
Risposta dell'amplificatore alle basse frequenze, con onda sinusiodale. Si vede una forma d'onda sempre di ampiezza costante rispetto alla stessa misurazione effettuata sulle alte frequenze. |
![]() |
Vista
ingrandita del poderoso tetrodo finale KT88. Il calore prodotto
da queste due valvole finali è davvero molto, durante il funzionamento
a regime (dopo 5 minuti circa) è impossibile anche solo avvicinare
una mano al vetro del tubo. Se volete vedere i fogli delle caratteristiche
di questo tubo potete cliccare QUI. E' per questo motivo che la disposizione delle valvole sul pannello deve tenere conto di questa esigenza di dissipazione del calore prodotto. Ovviamente toccare con una mano anche solo per un attimo il vetro di queste valvole provoca vere ustioni, quindi è opportuno avere la massima accortezza al fine di evitare che questo avvenga, sopratutto in presenza di bambini. MI RACCOMANDO: LA SICUREZZA ANZITUTTO <--- |
| Se avete domande o dubbi in merito a questa realizzazione leggete la parte FAQ riguardante il mio amplificatore. Si tratta di una pagina nella quale ho riassunto brevemente le risposte a tutte le domande che mi avete inviato per posta elettronica. Per visualizzarne il contenuto potete cliccare QUI. Se invece avete qualche altro quesito da pormi oppure volete inviarmi informazioni, consigli, critiche scrivetemi utilizzando l'apposito form presente nella sezione "Come Contattarmi". | ||
| Poderoso prototipo realizzato da Richard (Stati Uniti). Si tratta di una bellissima realizzazione dual mono euipaggiata con le mitiche 300B, ed alimentazione con raddrizzatore a tubo. Anche la realizzazione dei due mobili in legno e' ottima, si tratta di un ottimo progetto costruito in maniera impeccabile! | ![]() |
|
Particolarissima e pregiata realizzazione di Raffaele, un appassionato che non rinuncia al suono delle valvole nemmeno in auto. Il suo ottimo prototipo infatti e' installato in automobile (!). Si tratta di un push pull di 6L6GS con pilota un doppio triodo ECC83, potenziometro ALPS e trasformatore di uscita avvolto appositamente a mano (!) con ben 9 avvolgimenti sovrapposti ! Ovviamente il tutto corredato del suo alimentatore-survoltore di tensione. Da notare anche i connettori dorati per gli ingressi e l'aspetto decisamente robusto, sembra un apparecchio costruito per applicazioni nel settore militare. |
![]() |
| Bellissima coppia di DUAL MONO equipaggiati con 2A3, realizzata sempre da Enrico di Milano (Un' altra sua ottima realizzazione visibile piu' sotto). Potenza erogata 3.5W, alimentazione con raddrizzatore a valvola e filamenti alimentati in corrente continua. La configurazione DUAL MONO consiste in due apparecchi identici, uno per canale, per ottenere una completa separazione delle alimentazioni ed un miglioramento nelle caratteristiche complessive. Questa coppia di ampli viene utilizzata con casse AR10Pigreco che riesce a pilotare egregiamente, nonostante la poca potenza in apparenza disponibile. Il terzo trasformatore visibile oltre a quello di alimentazione e di uscita e' la massiccia impedenza di filtro posta in serie all'anodica, cosi' da eliminare ogni velleita' "ronzatoria" dell'apparecchio. |
|
| Amplificatore realizzato da Andrew, futuro ingegnere elettronico anche lui con la passione dell'autocostruzione. Questo prototipo è stato realizzato partendo da una base di schema sempre di Nuova Elettronica ma utilizzando come finali le 6550 Sovtek e la pregiata possibilità di inserire a piacimento la rete di retroreazione. Questa della retroreazione inseribile a piacimento è una modifica che prima o poi bisogna mi decida di fare anche io sul mio, senza reazione si perde un pò in potenza ma l'acustica migliora notevolmente. Anche esteticamente parlando questa realizzazione è eseguita in maniera davvero impeccabile, molto "old fashion" inoltre i due VU meter a settore circolare. |
|
Esemplare
notevole di amplificatore, costruito da Teudolo e monta la bellezza di
12 (dodici) tubi. La parte di amplificazione di potenza è realizzata
tramite un push pull di E130L, un tipo di pentodo decisamente "robusto"
e sinceramente non molto utilizzato nella amplificazione audio HI-FI.
Nella immagine qui a lato si può vedere questo tubo paragonato
con una classica EL36. La potenza che si riesce ad ottenere con due valvole
così si aggira intorno ai 60W. Lo stadio di alimentazione invece
è stato realizzato con una EL41 ed una OA4, una rettificatrice
a gas. Simpatica poi l'idea di utilizzare una coppia di EAM86
come indicatori di segnale (VU Meter). Il mobile in legno è stato
interamente realizzato a mano dall'autore di questo progetto. Senz'altro
una ottima realizzazione. |
|
| Poderoso amplificatore costruito addirittura con push pull di 807 realizzato da Luca di Frascati. Il pilotaggio in questo riuscitissimo esemplare è realizzato tramite una coppia di 6SN7. Va detto che le 807 sono valvole estremamente potenti e che la realizzazione di amplificatori impieganti questi tubi richiede molta attenzione anche nella realizzazione dello stadio alimentatore. In certi esemplari l'anodica può arrivare tranquillamente a 800V, tensione presente poi nel "cappuccio" posto in cima al tubo (anodo). Direi proprio un prototipo con "i fiocchi"! |
|
| Amplificatore realizzato da Angelo, la configurazione è una classe A con una EL34 per canale, veramente singolare e molto riuscita esteticamente l'idea di realizzare i controlli di volume e selettore d'ingresso tramite i due "rotelloni" in legno. Il mobile poi di ottima fattura è stato impreziosito da scritte e.. tanto di firma al centro. |
|
| Amplificatore realizzato da Angelo, veramente un bel prototipo, in questo caso si tratta di un poderoso PUSH-PULL di EL34 dove sono stati utilizzati come VU meter niente di meno che due EM87 prodotte dalla Mullard. Questi tubi detti "occhi magici" venivano utilizzati come indicatori di sintonia o indicatori di registrazione. Si illumina di verde una striscia la cui lunghezza è proporzionale al segnale applicato. Una ottima idea! |
|
| Ottima realizzazione questo amplificatore realizzato da Mirko, come finali sono state lasciate le EL34, il mobile è stato realizzato molto bene e poi non c'è che dire, i VU meter illuminati fanno sempre la loro bella figura ! |
|
| Amplificatore realizzato da Giancarlo e Mauro. Si tratta di una ottima realizzazione in configurazione "dual mono", ossia con gli stati completamente separati, anche da un punto di vista dell'alimentazione. Questa scelta permette di raggiungere una maggiore separazione tra i canali sinistro/destro con conseguente miglioramento anche del rapporto segnale/rumore. Il telaio è stato realizzato interamente in alluminio poi verniciato con vernice trasparente. |
|
| Questo amplificatore è stato realizzato da Alessandro (Genova) il quale ha costruito un ottimo mobile in legno verniciando poi le calotte dei trasformatori per dare al complesso un aspetto molto gradevole, visto poi che il piano superiore in metallo riflette a specchio i componenti. In questo caso come finalli sono state utilizzate una coppia di EL34. |
|
| Esemplare di amplificatore single ended classe A con una EL34 per canale costruito da Claude-Alain (Svizzera). E' una dimostrazione di ingegno a dimostrare che anche con parti di recupero si possono realizzare progetti interessanti e validi. Curiosa ma efficace l'idea di utilizzare un alimentatore switching per alimentare i filamenti, riuscendo a non creare nessun disturbo in sottofondo. |
|
| Questo esemplare di amplificatore è stato realizzato da Roberto ed è un push pull di KT88 pilotate da ECC82 e 12AU7. La potenza erogata in questo caso è di circa 45W ed il progetto è stato realizzato come si può vedere davvero in maniera impeccabile. Nella immagine ingrandita che potete vedere cliccando su questa a a lato ho inserito anche la vista posteriore ed interna di questro ampli. Il cablaggio è stato realizzato in maniera molto pulita e professionale optando per la tecnica "in aria" punto-punto. Davvero una bella realizzazione. |
|
| Quello che vedete raffigurato qui a lato è un esemplare di amplificatore identico al mio. E' stato realilzzato da Silvano, un altro appassionato di amplificazione a valvole che come potete ammirare è riuscito a dare all'ampli un aspetto veramente gradevole e professionale. |
|
| Esemplare di amplificatore realizzato da Enrico di Milano. Notare la cura con la quale è stato realizzato sia il mobile che il pannello frontale. In questo caso l'autore del progetto ha optato per introdurre un utilissimo controllo di volume direttamente all'interno dell'amplificatore. Sullo sfondo della immagine si vede bene inoltre il dissipatore posto sul trasformatore di alimentazione. Purtroppo ho avuto modo anche io di constatare che questo componente fornito da Nuova Elettronica è un pò sottodimensionato e durante l'uso tende a scaldarsi in maniera....preoccupante. |
|
| Altro ottimo esemplare di amplificatore realizzato da Antonio di Milano. In questo caso l'autore del progetto ha preferito mantenere le due EL34 come finali di potenza, questo senza nulla togliere all'estetica di quest'altra realizzazione che definirei impeccabile. |
|
| Esemplare di amplificatore realizzato da Roberto (S. Giovanni Persiceto - BO) a dire poco in maniera SUPERBA. Si tratta di un push pull di KT88 pilotate da 12BH7. La manopola del volume è stata addirittura realizzata interamente in legno. Merita sicuramente di cliccare sulla immagine per vedere come è stato realizzato internamente questo amplificatore, sembra cablato con squadra e compasso!. |
|
|
Note da leggere attentamente
ricordate che le tensioni presenti al suo interno SONO LETALI.
|
|
|
|
un menù sul lato sinistro di questa pagina allora per cortesia clicca QUI |