In
questa sezione dedicata al restauro elettronico è presente anche un piccolo
filmato in formato REAL VIDEO dove ho descritto brevemente come effettuare
il restauro di un apparecchio radio. E' un mini-video che ho prodotto personalmente,
in questo caso l'apparecchio sottoposto al restauro è una Radio
Allocchio Bacchini. Si tratta ovviamente di un piccolissimo riassunto
di quello che è necessario conoscere almeno per avvicinarsi inizialmente
all'opera di riparazione di un apparecchio a valvole, operazione spesso tutt'altro
che banale. Ovviamente con soli 5 minuti di video non si possono certo raggiungere
grossi risultati, se non quello di fare maturare quell'interesse che poi da
solo consentirà a chi ne avrà voglia di specializzarsi veramente.
Per
la corretta visualizzazione del video è necessario avere installato
il REAL PLAYER. Eventualmente potete scaricare il visualizzatore
gratuitamente direttamente dal sito ufficiale della REAL cliccando QUI.
Se avete installato sul vostro PC l'ultima versione di Internet Explorer
non dovreste comunque averne bisogno.
Clicca sulla icona
qui a lato per visualizzare il breve filmato:
Oppure clicca QUI
per scaricare direttamente sul tuo PC l'intero video. (12Mb
circa)
Restaurare un radioricevitore a valvole.
Le operazioni di riparazione di seguito
descritte presuppongono SEMPRE che
vengano effettuate con attenzione e buon senso, questo sempre per evitare
pericolosi incidenti dovuti alle tensioni in gioco presenti all'interno
di ogni appareccchio radio. E' opportuno inoltre sottolineare che propedeutico
alla riparazione di apparecchi radio sarebbe la lettura di ottimi libri
quali "il Radiolibro" Ravalico, tanto
per citarne uno se non il migliore.
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Leggere attentamente PRIMA di procedere ad ogni intervento |
| All'interno di ogni apparecchio a valvole sono sempre presenti tensioni pericolose. In alcuni apparecchi anche lo stesso chassis di metallo può essere collegato direttamente ad un capo del cavo di alimentazione. Prestate SEMPRE la massima attenzione al fine di evitare qualsiasi contatto anche accidentale con le parti esposte a queste tensioni. Inoltre vecchi condensatori elettrolitici una volta alimentati possono espodere e rilasciare sostanze tossiche o ferire. L'ampolla in vetro delle valvole con il funzionamento può raggiungere temperature tali da causare ustioni se toccata direttamente. Quando si effettuano misurazioni con tester o altri strumenti non toccare mai per nessun motivo lo chassis dell'apparecchio quando è alimentato. Mai toccare contemporaneamente con le mani due punti diversi del ricevitore, potrebbero verificarsi folgorazioni. Una volta spento il ricevitore i condensatori al suo interno possono mantenere tensioni elevate anche per diversi minuti. L'autore di queste pagine non si ritiene responsabile in alcun modo per eventuali danni e/o lesioni diretti o indiretti procurati a persone o cose durante l'esecuzione di interventi mirati a riparare, tarare, restaurare gli apparecchi a valvole descritti in queste pagine. |
NOTA
IMPORTANTE: Nella sezione "collezione",
all'interno della vista interna di ogni singolo apparecchio, è possibile
trovare tutta una serie di importanti ed interessanti notizie riguardanti il
restauro. Vengono spiegate infatti per ogni singolo apparecchio presentato alcune
soluzioni circuitali adottate o problematiche tipiche dell'apparecchio che durante
le operazioni di riparazione/restauro possono essere molto importanti.
Premessa:
Se non conoscete troppo bene (o addirittura per nulla) i componenti elettronici
che si possono trovare all'interno degli apparecchi, tipo resistenze, condensatori,
potete scaricarvi in formato PDF (richiede Acrobar Reader) una serie
di documenti che ho personalmente realizzato per spiegare come si riconosce
e si interpreta il valore di questi componenti. Sono semplici spiegazioni ma
allo stesso tempo basi indispensabili per sapere per esempio come riconoscere
il valore di una resistenza espresso dal codice dei colori.
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Quello
che segue e' tutto un insieme di consigli, descrizioni ed esempi che di volta
in volta aggiungo, non esiste un indice vero e proprio, si tratta di una guida
realizzata in fasi successive e continuamente aggiornata. Se credete opportuno
aggiungere anche voi qualche idea potete farlo mandandomi una mail, utilizzando
l'apposita sezione "Contatti".
La
prima operazione che dovremo compiere e' l'estrazione dell'apparecchio dall'interno
del suo mobile. In questa fase si possono nascondere insidie,
tipo fili che involontariamente vengono staccati senza sapere dove erano collegati,
manopole e fregi che ostacolano la rimozione, viti arrugginite... Generalmente
pero' con un po' di attenzione e buon senso in una mezzora si riesce ad avere
il telaio completamente diviso dal mobile. Il fissaggio meccanico avviene sempre
(o quasi) tramite viti poste sotto l'apparecchio. Una raccomandazione (anzi
diverse):
1) Quando siete per tirare fuori lo chassis
non aiutatevi MAI tirandolo a forza, sopratutto utilizzando i trasformatori
di media frequenza, NON SONO MANIGLIE! Non
avete idea di quanti apparecchi mi sono stati portati in riparazione per tentavivi
maldestri con i trasformatori piegati, rotti e danneggiati.
2) Non fatevi prendere dalla premura e/o
tentazione di "attaccare la spina e vedere cosa succede":
Il risultato e' quasi sempre catastrofico!
3) Nel dubbio mai smontare piu' di
quanto e' necessario, e per sicurezza fare qualche foto... non si sa mai...
4) Con il passare degli anni la bakelite, le manopole ed i fregi vari
tendono ad indurirsi, esiste il rischio di rompere qualcosa se si esagera con
la forza durante lo smontaggio.
5) Tutte queste operazioni andrebbero fatte
in un luogo adatto, tranquillo dove potere lasciare i pezzi anche giorni, non
sul tavolo 'buono" del salotto per interderci!
La
prima cosa da fare quando il telaio è stato completamente estratto dal
mobile è effettuarne una drastica pulizia eliminando la polvere ed ogni
eventuale traccia di corpi estranei. Un getto di aria compressa può rivelarsi
utilissimo. Quindi rimuovere tutte le valvole segnandosi con assoluta certezza
la loro posizione e prestando attenzione a non estrarle MAI tirandole
brutalmente dall'ampolla in vetro ma sempre aiutandosi con un piccolo cacciavite.
Sopratutto gli zoccoli "a vaschetta" con il tempo infatti tendono a rendere
quasi impossibile l'estrazione del tubo senza danneggiarlo. Con un piccolo pennarello
indelebile a punta fine quindi scrivere sullo zoccolo di ogni valvola la sua
sigla, questo perchè spesso basta toccarle con le mani per cancellarne
ogni traccia. Quindi i tubi possono essere lavati tranquillamente con ... acqua
e sapone previa poi ABBONDANTE asciugatura al sole se di estate oppure
con aria compressa oppure.. sopra un termosifone per mezza giornata.
Quando
il tubo si presenta in queste condizioni significa che all'interno esiste
il vuoto necessario al suo buon funzionamento. Per effettuarne comunque
una verifica reale e' possibile eseguire una prova "di emissione"
utilizzando un provavalvole, anche se per mia esperienza e' molto difficile
trovare valvole completamente esaurite, specie negli apparecchi radio. Capita
spesso invece negli apparecchi televisivi, viste le alte tensioni e correnti
in gioco di trovare valvole il cui grado di emissione sia insufficente.
La cosa piu' semplice da farsi in caso di dubbi sul funzionamento della
valvola e' comunque la prova di sostituzione con una identica, ove ovviamente
questo sia possibile (ricambi permettendo..) |
Nel
caso in cui nelle valvole non sia presente il vuoto previsto dal costruttore
infatti si genereranno bagliori azzurri all'interno, dovuti alla ionizzazione
delle particelle di aria presenti. In questa immagine ravvicinata si riesce
a vedere chiaramente tali luminescenze, indice di un funzionamento anomalo
del tubo. In questo caso la valvola è una raddrizzatrice 5Y3,
un doppio diodo e da una misurazione delle tensioni che riesce ancora a
produrre si può ritenere il suo funzionamento ancora discreto. Purtroppo
in certe applicazioni circuitali del tipo amplificazione di alta o media
frequenza valvole con questo difetto andrebbero sostituite, anche perchè
purtroppo questo difetto tende ad accentuarsi con il tempo fino a provocare
la bruciatura del filamento o il funzionamento incerto dello stadio in cui
è impiegata. |
Purtroppo
per noi i fili presenti in molti ricevitori con gli anni (anzi con i decenni)
tendono a screpolarsi e sono spesso causa di spiacevoli corto circuiti.
Prestare inoltre la massima attenzione ai fili passanti dal sopra al sotto
dello chassis come quelli usati per alimentare le lampadine della scala
parlante. Per cercare di mantenere al massimo l'originalità del ricevitore
presso ogni mercatino o fiera si possono facilmente trovare fili "d'epoca"
chiaramente realizzati in tempi recenti. Eviterei il doppino rosso-nero
per diffusori acustici, fili da elettrauto o la piattina bianca comperata
alla COOP..... Certo che funzionerebbero sicuramente, ma anche l'occhio
vuole la sua parte :) |
Quindi
provvederemo a pulire PERFETTAMENTE gli zoccoli di ogni valvola presente
sul telaio. Per fare questo se gli zoccoli sono del tipo a vaschetta si
può usare della carta vetro (una 300) altrimenti un buon prodotto
disossidante spray va altrettanto bene. Questa è una operazione da
fare con il massimo della pazienza ed attenzione in quanto una infinità
di problemi e guasti sono in realtà provocati da un cattivo contatto
valvola-zoccolo. Purtroppo esistono alcuni casi (sfortunati...) in cui inoltre
la bachelite dello zoccolo si è danneggiata o incrinata e permette
delle micro scariche tra un contatto e l'altro. Sono guasti insidiosi e
di difficile risoluzione, ma fortunatamente con una incidenza piuttosto
bassa. Una accurata pulizia dei contatti va effettuata chiaramente anche
su OGNI valvola, anche in questo caso usando della carta vetrata
da passare su ogni piedino, senza dimenticarsi il cappuccio (ove presente).
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Anche
i cappucci purtroppo nascondono delle insidie, sia perchè causa di
falsi contatti con la valvola sia perchè all'interno del cavo schermato
che li collega allo chassis talvolta venivano inserite resistenze con il
vizio di andare in corto oppure interrompersi. Un buon controllo ohmetrico
ci permetterà di essere certi della funzionalità del cavetto.
Questi controlli e pulizie (noiosi) sono importantissimi in quanto poi a
collaudo reale del ricevitore ci eviteranno notevoli perdite di tempo nella
ricerca di un guasto magari banalissimo come un falso contatto proprio su
un cappuccio. |
Sempre
durante il nostro esame "visivo" dovremo avere cura di notare ogni minima
traccia di "abbronzatura" presente su resistenze o condensatori. Per fare
questo io mi aiuto sempre con una piccola lente d'ingrandimento con la quale
si riescono a vedere meglio anche le screpolature dei fili presenti nei
cablaggi od ogni minimo segno di arrostimento dei componenti. Un esame "pignolo"
e sistematico effettuato così all'interno del ricevitore anche in
questo caso ci aiuterà poi molto durante la fase di collaudo vera
e propria. Meglio spendere mezz'ora in più in questa fase che poi
trovarsi con strani malfunzionamenti, scariche durante la ricezione o peggio
ancora con brutti corto circuiti tali da danneggiare perfino il trasformatore
di alimentazione (componente peraltro preziosissimo..) |
Nei
casi evidenti dove una resistenza presenti segni di bruciatura si deve sempre
provvedere alla sua immediata sostituzione. Chiaramente con lo schema elettrico
a portata di mano rintracciare il componente ed il suo valore originale
è uno scherzo, senza schema risalire al valore di una resistenza
dove l'usura ne ha cancellato le scritte beh, non è poi semplicissimo.
Ci vuole un pò di esperienza e comunque si deve procedere per tentativi
partendo sempre da valori resistivi abbastanza grandi (500Kohm) per poi
scendere piano piano. Generalmente le resistenze che per prime "friggono"
sono quelle montate sulla alimentazione anodica oppure nello stadio finale
audio. Difficilmente quelle negli stadi AF o MF. Va detto comunque che in
alcuni casi resistenze classiche ad impasto anche se esternamente perfette
in pratica se misurate talvolta presentano valori anche del 50 % in più
o in meno rispetto a quanto stampigliato sopra. In questi casi solo un esame
attento delle tensioni presenti sui vari piedini delle valvole ci permetterà
di trovare il componente difettoso. |
Discorso
a parte per i condensatori. Quelli elettrolitici dovrebbero SEMPRE
essere sostituiti tutti, per lo meno quelli presenti nello stadio di alimentazione
ed in ogni caso sempre PRIMA
di ogni accensione del ricevitore. Capita sovente (anzi è quasi la
regola) che con il tempo questi componenti vadano in corto circuito o presentino
una resistenza interna molto bassa. In entrambi i casi, oltre a non svolgere
più la loro funzione di filtro, rischiano anche di danneggiare irreparabilmente
la valvola raddrizzatrice la quale si vede costretta ed erogare una corrente
molto maggiore di quella per la quale è stata progettata. Se avete
un buon capacimetro potete provare a misurarli ma, per mia esperienza diretta,
sopratutto i condensatori fatti con l'involucro in cartone come si vede
nella immagine sarebbero da sostituire sempre. Ovviamente la sostituzione
andrà fatta con condensatori di eguale capacità e tensione
di lavoro. Attenzione a non utilizzare nei circuiti di anodica condensatori
con tensione di lavoro inferiore a quella riportata sul componente che sostituite:
potrebbero ESPLODERE!. Inoltre dai condensatori
vecchi possono fuoriuscire sostanze acide tossiche, quindi mi raccomando
alle precauzioni del caso. |
Ecco
come si presentano spesso i condensatori elettrolitici difettosi, la fuoriuscita
della loro elettrolita e' un segno INEQUIVOCABILE della loro pessima
salute. In questo caso vanno sostituiti assolutamente,
pena causare danni anche irreparabili alla raddrizzatrice o, addirittura,
al trasformatore di alimentazione. Ricordate sempre che questi sono componenti polarizzati, ovvero hanno un terminale positivo ed uno negativo (quasi sempre collegato fisicamente con l'involucro esterno di metallo). La loro sostituzione va fatta rispettando le polarita', pena l'esplosione dell'involucro !! |
In
caso di malfunzionamenti nel gruppo AF invece guardate sempre con
sospetto i condensatori "a mica", come quelo illustrato
nella immagine a lato. Per intenderci sono quelli piatti, giallastri e ricoperti
tipo una sostanza appiccicosa... Spesso cambiano drasticamente la loro capacità
fino a rendere completamente muto il ricevitore. |
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Per
i condensatori a carta (che ricordo sempre anche questi si guastano abbastanza
facilmente) notare che quelli presenti all'interno degli apparecchi
a valvole spesso riportano una striscia in corrispondenza di uno dei due
reofori e quindi sembrano essere componenti polarizzati. In realta' lo erano, nel senso che per come venivano costruiti il terminale contrassegnato con la fascetta doveva sempre essere collegato al lato "positivo" del circuito. Sostituendoli con nuovi al poliestere questo tipo di accorgimento non serve piu', potremo collegarli senza prestare attenzione alla loro polarita' in quanto componenti non polarizzati. Anche qui nella loro sostituzione prestare sempre attenzione alla tensione di lavoro, nel dubbio sostituirli sempre con condensatori che sopportino almeno 400 o 630 volt. |
Come
consigliato anche nella sezione relativa al restauro del mobile prendete
la buona abitudine di non buttare MAI via i vecchi componenti
che avete sostituito durante la riparazione dell'apparecchio. Un piccolo
sacchettino di plastica può contenere i "cadaveri" e trovare tranquillamente
posto dentro al mobile del ricevitore dove solitamente lo spazio non manca
mai. |
Quante
volte saranno capitati potenziometri che "gracchiano"? Nei casi
più semplici basta un pò di buon spray disossidante spruzzato
dentro, nei casi più irriducibili purtroppo il potenziometro va smontato
completamente pulendo con attenzione il contatto strisciante (cursore) e
la parte resistiva in grafite. Per il cursore va bene un pò di carta
vetro FINE mentre la grafite basta pulirla con un pò di alcool, giusto
per sgrassarla e togliere i residui di polvere che poi producono il fastidioso
gracchio in altoparlante.. |
Quello
mostrato in questa immagine a lato è sempre un gruppo di commutazione
delle gamme d'onda ma realizzato in ricevitori più recenti tramite
i classici pulsanti, chiamati anche a "dente di cavallo" per via della loro
forma e colore. Anche in questo caso i falsi contatti possono pregiudicarne
il funzionamento e quindi sarà opportuno fare uso dello spray deossidante
per riportare i contatti al loro stato originale. Spesso in questi tipi
di commutatori tipici dei ricevitori anni 50 dotati anche di modulazione
di frequenza l'ultimo tasto veniva usato per accendere o spegnere tutto
l'apparecchio. Talvolta può capitare che per via della corrente e
tensione (220V) non modesta che questo contatto deve interrompere si venga
ad danneggiare impedendo di fatto l'accensione di tutta la radio. In questo
caso si deve provare a pulirlo con delle sottili striscioline di carta vetro
molto fine (una 500) per rimuovere la bruciatura presente sui contatti dell'interruttore
di accensione. Si tratta in genere di operazioni piuttosto noiose, talvolta
anche per il poco spazio a disposizione. |
Solo dopo aver provveduto a tutti i controlli e le eventuali sostituzioni di componenti sopra descritte si può provare la prima accensione del nostro apparecchio. Rimando alle note di sicurezza presenti all'inizio di questa pagina ricordando sempre che all'interno di ogni radioricevitore a valvole circolano tensioni che possono risultare anche LETALI. Quando si effettuano queste prove sul banco di lavoro una cosa che può apparire trascurabile ma che invece riveste una importanza basilare è posizionare SEMPRE lo chassis in modo che non si sposti o che caschi all'indietro, dove il peso del trasformatore di alimentazione spesso lo fa muovere. Infatti una volta alimentato l'apparecchio se questo dovesse cascare o muoversi all'improvviso verrebbe d'istinto di cercare con le mani nude di fermarlo con il grave rischio di folgorazioni o di ustionarsi con le valvole. |
Resta
inteso che PRIMA di dare tensione
all'apparecchio dovremo accertarci che il cambiatensione sia posizionato
su 220V. Per verificare se tutti i filamenti delle valvole
si accendono oscurando la stanza dovremo vedere le singole valvole illuminarsi
debolmente. Ci vuole un pò di pratica perchè i filamenti di
alcuni tubi emettono pochissima luce, e in ogni caso non dobbiamo dimenticare
che non sono...lampadine! Se una o più valvole non si accendono,
la prima cosa da fare è verificare con un tester la continuità
del loro filamento ed eventualmente sostituirle con lo stesso IDENTICO
tipo. Come detto prima per non fare subire al ricevitore uno shock al momento
della sua alimentazione "brutale" con i 220V consiglio di utilizzare un
piccolo regolatore di tensione con il quale alimentare gradatamente i circuiti.
Non bisogna dimenticare infatti che l'apparecchio sotto esame magari è
stato anche 10 o 20 anni senza mai essere alimentato, i condensatori elettrolitici
potrebbero non gradire questo .. brusco risveglio :) |
| Nella sezione "Come
costruirsi un mini variac" viene descritto per sommi capi
come realizzarsi in casa spendendo praticamente zero un piccolo variatore
di corrente da utilizzare per la verifica di un apparecchio. NOTA IMPORTANTE: Per maggiore sicurezza ed evitare pericolo di folgorazioni si consiglia comunque SEMPRE di isolare il telaio del ricevitore sotto esame dalla rete-luce alimentando l'apparecchio tramite un trasformatore isolatore 220V-220V (Rapporto 1:1 potenza 50W circa) |
Vista
dettagliata di un ponte raddrizzatore AEG al selenio.
Sui raddrizzatori al selenio andrebbe aperta una piccola parentesi, si tratta
infatti di componenti abbastanza pericolosi (!!)
in quanto invecchiando rischiano di andare in corto circuito bruciandosi
e generando fumi tossici, rischiando di generare anche piccoli incendi
dentro l'apparecchio. E' per questo motivo che preferisco sostituirli
SEMPRE se prevedo di utilizzare l'apparecchio
qualche volta, lasciandoli stare se invece deve essere un pezzo da "esposizione"
e basta. Per la sostituzione vanno benissimo 4 diodi "vulgaris"
al silicio da 400V 1 ampere, roba da 2 euro in tutto.. Se avete dubbi in
proposito contattamemi pure, sarò ben lieto di spiegare nel dettaglio
come effettuare la sostituzione, peraltro molto semplice. |
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Nella casistica di guasti che ho risolto personalmente posso tranquillamente affermare che la situazione "apparecchio morto" sia quella più semplice da risolvere. I problemi seri purtroppo iniziano quando il ricevitore ha un funzionamento instabile, magari solo su certe gamme, oppure manifesti fischi, battimenti o scarsa sensibilità. Sono tutte situazioni dove solo un paziente riallineamento delle medie frequenze e/o dei gruppi AF può risolvere la situazione. Sconsiglio VIVAMENTE a chi non ha strumentazione ed esperienza di mettersi a trafficare con il cacciavite sui nuclei delle medie frequenze a casaccio, nella speranza di un colpo di fortuna.... Non capita mai, anzi posso garantire che il risultato sia sempre il solito, ossia quello di ritrovarsi un ricevitore completamente da riallineare, con conseguenti successive notevoli perdite di tempo .. |
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Basterà dividere 300 per la lunghezza d'onda espressa in METRI e moltiplicare il risultato per 1000. Esempio:
NOTA: Purtroppo è di qualche tempo fa la notizia che la RAI ha interrotto alcune trasmissioni, quindi alcuni dei ripetitori indicati qui sotto potrebbero anche non essere più in servizio. Sul sito www.rai.it comunque ci potete trovare tutte le frequenze aggiornate. |
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in Khz |
in metri |
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| 566Khz | 530 metri | Bologna - Caltanissetta - Aosta |
| 656 Khz | 457 metri | Bolzano - Firenze - Napoli - Torino - Venezia |
| 818 Khz | 367 metri | Trieste |
| 845 Khz | 355 metri | Roma |
| 899 Khz | 334 metri | Milano |
| 1034 Khz | 290 metri | Caltanissetta - Genova - Milano - Napoli - Pescara - Venezia |
| 1061 Khz | 283 metri | Cagliari - Catania - Livorno - Trento - Udine - Verona |
| 1115 Khz | 269 metri | Aosta - Bologna - Pisa - Trieste - Palermo - Bari |
| 1223 Khz | 245 metri | Rimini - Sanremo - Messina |
| 1313 Khz | 228 metri | Ancona |
| 1331 Khz | 225 metri | Bari - Palermo - Pescara - Roma |
| 1367 Khz | 219 metri | Bari - Catania - Firenze - Genova - Messina - Milano - Napoli - Palermo - Pisa - Roma - Sassari - Torino - Trento - Venezia |
| 1430 Khz | 210 metri | Foggia - Pesaro - Taranto |
| 1448 Khz | 207 metri | Agrigento - Alessandria - Ascoli Piceno - Belluno - Benevento - Biella - Bressanone - Brunico - Cagliari - Campobasso - Catania - Catanzaro - Como - Cortina - Cuneo - Firenze - La Spezia - Matera - Merano - Oristano - Perugia - Potenza - Sassari - Siena - Sondrio - Squinzano - Torino - Trento - Udine - Verona |
| 1484 Khz | 202 metri | Arezzo - Avellino - Bolzano - Cosenza - Gorizia - L'Aquila - Lecce - Nuoro - Savona - Teramo - Terni - Vicenza |
| 1578 Khz | 190 metri | Ancona - Campbasso - L'Aquila - Carrara - Catanzaro - Cosenza - Foggia - Genova - Gorizia - La Spezia - Matera - Nuoro - Perugia - Potenza - Reggio E. - Sassari - Taranto - Ternii |
| 1594 Khz | 188 metri | Bologna - Bolzano - Bressanone - Brunico - Cagliari - Livorno - Trieste - Verona |
Per
una rapida e sicura individuazione dei guasti ho provveduto inoltre a scannerizzare
le tabelle che seguono, estratte dal corso Radio Stereo della Scuola
Radio Elettra di Torino. Risalgono alla fine degli anni '70
e secondo un mio modestissimo parere sono realizzate molto bene. In funzione
del difetto presentato dal ricevitore permettono infatti di inquadrare
a grandi linee la parte di circuito presumibilmente difettosa per permetterne
la sua riparazione.
Queste tabelle sono divise in tre macro-aree ossia:
A) La
radio non si accende.
B) La
radio si accente ma è muta.
C) La
radio si accende ma il suo funzionamento è insoddisfacente.
Individuata la macro-area del vostro guasto nella colonna di sinistra cercate il sintomo che presenta il vostro ricevitore e leggete nella casella centrale la possibile causa. La colonna di destra indica l'eventuale azione da intraprendere per riparare il guasto. Mi rendo conto che alcuni sintomi ed operazioni da effettuare siano ultra banali, ma queste tabelle sono state realizzate anche per chi non possiede grossa esperienza nella riparazione di radioricevitori a valvole.
Clicca QUI per visualizzare le tabelle.
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un menù sul lato sinistro di questa pagina allora per cortesia clicca QUI |