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Costruttore Nordmende
Modello Fidelio 58
Anno di costruzione 26 Aprile 1957
Gamme d'onda OL - OC - OM - MF - Fono
Valvole montate ECC85 - ECH81 - EF85 - EM84 - EABC80 - EL84
Circuito di ricezione Supereterodina con MF a 465Khz e 10,7Mhz
Alimentazione 110-240 Vca
Dimensioni 64x40x25
Finale audio EL84
Occhio magico EM84
Note particolari Antenna in ferrite interna orientabile e raddrizzatore al selenio (guasto..!)

 
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Questo esemplare di Nordmende Fidelio 58 è un apparecchio appartenente alla seconda metà degli anni 50 dove si possono apprezzare sia la più classica realizzazione "made in Germany", che una realizzazione tecnica ineccepibile. Durante l'ascolto, specialmente in FM dove si apprezza meglio, possiede una timbrica molto calda e ancora oggi attuale, anzi forse dimenticata. Tra gli altri costruttori tedeschi di apparecchi di classe elevata simile a questo vorrei ricordare tra tutti GRUNDIG e SABA. Tecnicamente parlando di questo Fidelio spicca un sistema a tweeter centrale con due trombe in grado di convogliare il suono lateralmente all'apparecchio, chiaramente definito "<3D>". E' inoltre presente un sofisticato complesso di equalizzazione del sonoro tramite reti R-C e controreazioni varie in grado di ottimizzare l'ascolto per parlato, musica, orchestra e così via, questo oltre ai naturali controlli di toni acuti e bassi.

 

Vista dell'apparecchio appena arrivato in laboratorio, in apparecchi di questo tipo ovviamente la polvere regna sovrana, anche se è bastato un buon getto di aria compressa per togliere la maggior parte dello sporco e .. dei ragni. Inaspettatamente (ma non poi molto perchè ricordo che stiamo parlando di apparecchi di classe elevata) all'interno è presente lo schema elettrico, con dettagliate istruzioni anche per la taratura dei gruppi AF MF. Notare come il fondo del ricevitore sia asportabile per permettere le regolazioni anche senza togliere il telaio e come sia presente uno schermo di alluminio collegato a massa in grado di proteggere da disturbi elettromagnetici.

 

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Ovviamente la prima operazione effettuata durante il restauro è stato lo smontaggio completo dell'apparecchio e del mobile stesso, togliendo tutti i fregi in metallo, il frontale ed i laterali per poter rimanere sono con il legno ed iniziare il restauro vero e proprio. In realtà a parte qualche piccolo graffio superficiale il mobile era in condizioni discrete, è bastata una scartata con carta abrasiva del 160 ed un passaggio di impregnante noce scuro per farlo tornare in perfetto stato.


Ho voluto ingrandire questo timbro impresso sul fondo del mobile, riporta la sua data di realizzazione, non si trovano facilmente con giorno mese ed anno..

Per i curiosi il 26 di aprile del 1957 cadeva di venerdì :
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Questa è una immagine ripresa durante la fase di rimontaggio dell'apparecchio, una volta rifinito con una passata di cera scurente. Si possono notare i poderosi altoparlanti, due ellittici di notevole dimensione. (Ovviamente uno dei due deve ancora essere rimontato). Nel cerchietto giallo in basso ho evidenziato il tweeter in grado di riprodurre le note acute e convogliarle esternamente al ricevitore tramite due trombe che si possono vedere molto bene nella prima immagine in alto del retro.


 

Vista posteriore dell'apparecchio una volta estratto dal mobile ma sopratutto ripulito perfettamente dalla polvere e sporcizia depositata sullo chassis. Si può notare, come descritto in seguito, l'antenna in ferrite ORIENTABILE per le gamme delle onde lunghe e medie. Molto completa anche la dotazione di prese esterne per altoparlanti supplementari, registratore, antenne..

 

 

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Immagine frontale, una volta rimossa la scala parlante. Tipici i selettori a tasto a "dente di cavallo" e due raffinatezze, le rotelle colorate (due rosse ed una verde) comandate tramite pulegge in grado di indicare per trasparenza sulla scala parlante la posizione dell'antenna in ferrite interna e gli indicatori di toni acuti e bassi. Una realizzazione IDENTICA si può notare su un altro apparecchio di gran classe, il GRUNDIG 3D KLANG sempre prodotto in quegli anni. Un'altra raffinatezza sono i due indici di sintonia SEPARATI per OM. OL, OC e modulazione di frequenza.


 

Vista dell'apparecchio dal lato posteriore. Si può notare la notevole quantità di componenti adoperati, lo schema infatti pur montando non moltissime valvole è molto curato nei dettagli circuitali. Evidenziato nel cerchio giallo è la riparazione che ho dovuto eseguire, ossia la sostituzione del ponte raddrizzatore al selenio con uno a diodi al silicio. Ovviamente l'originale è rimasto al suo posto, il pezzo "nuovo" è solo stato montato con una piccola squadretta di metallo.

 

 

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Vista dettagliata del vecchio ponte AEG e del nuovo, realizzato su basetta millefori. Sui raddrizzatori al selenio andrebbe aperta una piccola parentesi, si tratta infatti di componenti abbastanza pericolosi (!!) in quanto invecchiando rischiano di andare in corto circuito bruciandosi e generando fumi tossici, rischiando di generare anche piccoli incendi dentro l'apparecchio. E' per questo motivo che preferisco sostituirli SEMPRE se prevedo di utilizzare l'apparecchio qualche volta, lasciandoli stare se invece deve essere un pezzo da "esposizione" e basta. Per la sostituzione vanno benissimo 4 diodi "vulgaris" al silicio da 400V 1 ampere, roba da 2 euro in tutto.. In questo caso la diagnosi per trovare il guasto è stata banale, è bastato misurare l'anodica senza carico (togliendo le valvole) e verificare che rimettendole questo valore scendeva da 310V fino a 60V.

Se avete la necessita' di sostituire il raddrizzatore originale con uno nuovo potete sequire questo schema, i diodi collegati cosi' vengono definiti a "Ponte di Graetz".


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Altra vista dettagliata del ponte di diodi, assemblato su una semplicissima basetta millefori.

 

 

Questo particolare ho voluto ingrandirlo perchè curioso, si tratta del comando di sintonia dove solidale al perno le due ruote dentate trasmettono il moto ora alla parte per onde medie e corte, ora alla parte per la modulazione di frequenza. Tramite questo stratagemma pilotato direttamente dal tasto "UKW" è stato possibile mantenere separati gli indici di sintonia così che una volta trovata una stazione in FM si poteva cambiare gamma d'onda, "spazzolare" le onde medie, lunghe e corte per poi tornare alla stessa stazione in FM solo premendo il tasto..

 

 

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Altro particolare degno di nota, presente solo in apparecchi di classe elevata, si tratta dell'antenna in ferrite interna RUOTABILE esternamente tramite la quale è possibile sintonizzarsi meglio sulla emittente voluta e se vogliamo, poi tramite l'indicatore, verificare anche da che parte trasmette (tipo una radiotriangolazione). Tutto il meccanismo ovviamente è realizzato tramite i soliti rimandi meccanici in filo e pulegge varie. L'indicatore verde in primo piano è quello che da dietro la scala parlante serve a verificare l'orientamanto dell'antenna. Come dicevo prima anche nel GRUNDIG 3D KLANG è presente un sistema uguale, in quel caso addirittura hanno voluto impreziosirlo con una lampadina indicante quando l'antenna in ferrite interna era inserita. Sullo sfondo la immancabile ECC85, doppio triodo utilizzato come convertitore per la sezione FM. Sul lato sinistro si può notare un'altra finezza, il condensatore variabile per onde lunghe medie e corte COPERTO da uno schermo per impedire che entri polvere tra le lamelle.

 

 

Vista ingrandita della piastra con tutti i TEST POINT presente sul retro dell'apparecchio. Da qui è possibile infatti misurare agevolmente (e tarare) il discriminatore FM, verificare l'anodica, le tensioni di griglia e la tensione del controllo automatico del volume (CAV).... Quando si dice la precisione dei tedeschi.. Non bisogna comunque dimenticare che questo apparecchio negli anni '50 costava molto e che non tutti potevano permetterselo..

 

 

 

 

 

 

Particolare ingrandito dell'occhio magico, fortunatamente non ancora esaurito...Si tratta di una EM84, una valvola con indicazione a settore rettilineo dove all'aumentare della intensità del segnale ricevuto due bande si avvicinano tra di loro.

 

 

Può sembrare strano ma la cosa che durante il restauro mi ha creato più problemi è stata la pulizia dei potenziometri dei toni acuti e bassi, tutti "gracchianti" in maniera insopportabile. Sono stato costretto ad aprirli e pulire con pazienza il contatto strisciante (cursore) del potenziometro. La parte in grafite l'ho passata leggermente con un cotton fiock imbevuto di alcool.

 

 

 

 

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Ecco come si presenta esternamente l'indicatore di posizione della antenna in ferrite interna.

 

 

Indicatore di una raffinatezza estrema nella realizzazione di questo ricevitore sono gli indicatori di tono realizzati tramite un disco colorato che indica per i toni acuti la chiave di violino e per quelli bassi la chiave di basso. Spostando il comando i pallini rossi coprono più o meno il pentagramma...

 

 

 

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Ecco come si presenta il ricevitore a restauro concluso, è praticamente tornato come nel 1957. La cosa che colpisce maggiormente in questi apparecchi "di lusso" è la sonorità che riescono a dare, suonando davvero bene ed in maniera molto calda ed apprezzabile, anche solo ascoltando del parlato si riescono ad apprezzare le più sottili sfumature nella voce dello speaker.


 



 
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