Quello
che viene presentato in questa sezione e' un bellissimo ricevitore prodotto
dalla Philips agli inizi degli anni '60, periodo dove oramai sia la tecnica
che le soluzioni circuitali adottate avevano raggiunto il loro apice,
permettendo ai vari costruttori di sbizzarrirsi, cercando di realizzare
prodotti adeguati alla concorrenza, sempre piu' agguerrita.
Nella immagine qui a lato l'apparecchio, appena arrivato in laboratorio.
Notare le dimensioni, e la presenza di due grossi altoparlanti, argomento
che verra' discusso oltre in questa pagina. |
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Ricevitore
visto dal dietro.
Come (evidenziato in giallo) in ogni apparecchio di questa classe erano
presenti connessioni per ogni esigenza, dai vari tipi di antenna per
FM (75 e 300ohm), l'ingresso fono per il giradischi, per il registratore
nonche' per l'altoparlante esterno supplementare.
Notare la finezza della
finestrella dalla quale e' possibile leggere il modello ed il numero
di serie dell'apparecchio, senza levare lo schienale.
Lo stato di conservazione,
anche del pannello posteriore e' praticamente ottimo, segno della cura
con la quale e' stato trattato questo apparecchio nel corso dei decenni.
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Vista
dell'apparecchio, una volta rimosso lo schienale, si possono notare
i due poderosi altoparlanti, quello "foderato" per le note
basse e l'altro per i medi e gli acuti.
Come verra' approfondito in seguito questo ricevitore appartiene alla
serie "Bi-Ampli",
top della gamma Philips di quegli anni ed e' stato progettato con due
canali di amplificazione, completamente separati.
Non poteva mancare, visibile sul lato sinistro, l'antenna interna in
ferrite, orientabile dall'esterno per una migliore sintonizzazione delle
emittenti in onde medie, lunghe e corte.
In questo caso, trattandosi di un apparecchio di classe alta le antenne
sono addirittura due, una per le onde medie ed una per le onde lunghe.
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Vista
dello chassis una volta estratto dal mobile.
Come si puo' osservare lo stato di conservazione e' ottimo, solo tanta
polvere, ma compatibile con gli anni.
L'assoluta assenza di ruggine e' comunque la cosa piu' importante.
La polvere e lo sporco infatti si possono togliere (piu' o meno agevolmente)
mentre la ruggine e' devastante,
sopratutto per i falsi contatti che riesce a generare, dovuti all'ossido
che con l'umidita' si viene a creare dappertutto.
Durante le operazioni di restauro che effettuo (in genere di tutti gli
apparecchi) molta attenzione viene posta infatti nella pulizia attenta
dei piedini delle valvole e dei rispettivi zoccoli, sempre ricettacoli
di falsi contatti.
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Per
dare una idea di come soltanto una buona pulizia possa fare tornare
come nuovo uno chassis qui a lato due immagini, "prima" e
"dopo" la cura.. detergente.
Ovviamente il restauro di un apparecchio non e' solo pulizia, e' anche
lubrificazione delle parti meccaniche, controllo delle cordicelle di
sintonia e rimandi vari, verifica dei potenziometri che non gracchino,
misurazione delle tensioni di funzionamento delle valvole, insomma quello
che si definisce un "check-up" completo.
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Ecco il mobile,
completamente smontato e pronto per il suo restauro. In questo caso
l'unica parte fortemente danneggiata era quella superiore, dove purtroppo
con il sole diretto e gli oggetti tenuti appoggiati sopra la vernice
originale si era completamente staccata.
Notare che negli
apparecchi realizzati dopo gli anni 50 il legno era rifinito non piu'
a gommalacca come in passato ma tramite le "nuove" vernici
acriliche. In questo caso tramite sverniciatore, isolando bene la parte
superiore, e' stato tolto completamente lo strato di vecchia vernice
rovinata e ridata, a pennello, una nuova mano.
Per il resto del mobile
invece e' bastata una buona pulita con decerante ed una lucidatura con
olio paglierino per restituire all'apparecchio la sua originale bellezza.
Ovviamente per un restauro ottimale del mobile e' sempre meglio smontare
prima dell'intervento ogni parte che non ne sia parte integrante, tipo
fregi in metallo, cornici in bakelite, targhette, ovvero tutto quanto
possa venire danneggiato dai prodotti chimici utilizzati per il legno.
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Vista
ingrandita del sistema di rimando del comando di sintonia. Su apparecchi
di classe come questo venivano spesso realizzati complessi sistemi di
funicelle, cordine e quant'altro per consentire, tramite due
indicatori di sintonia, (ad indice) la selezione separata delle emittenti
per le gamme OM-OC-OL e la modulazione di frequenza.
In casi come questo la pulizia, la manutenzione ed eventualmente la
riparazione di tutti questi complessi cinematismi richiede molto tempo,
cura e cosa assolutamente da EVITARE e'
quella di "lubrificare" a casaccio i vari rimandi.
Basti pensare che se per qualche motivo anche solo con un dito appena
sporco di unto tocchiamo dove la puleggia e' evidenziata in figura poi
tutto il meccanismo rischia di slittare, bloccandosi, richiedendo per
la riparazione lo SMONTAGGIO COMPLETO
di tutti i rinvii e conseguente perdita di un paio d'ore (almeno) di
lavoro.
Morale: Fare molta attenzione, nel dubbio meglio un comando di sintonia
un po' rumoroso o duro che uno completamente guasto!
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Vista
dello chassis, una volta terminate le operazioni di pulizia e restauro,
sia della parte elettronica che meccanica.
Notare come tuta la parte sia fissata sopra una basetta in legno, accessibile
anche dal sotto, sistema molto utile per estrarre agevolmente il telaio
dal mobile ed effettuare le operazioni di manutenzione. La configurazione
di questo ricevitore e' la classica, supereterodina con ECC85 come convertitrice
FM, ECH81 per la parte OM.
Per via della presenza di due stadi di amplificazione, le valvole raddrizzatrici
(EZ80) sono addirittura due, visibili a sinistra montate sopra il trasformatore
di alimentazione. (segue dopo descrizione)
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Vista
posteriore del telaio.
Purtroppo un intervento tecnico effettuato da chissachi negli anni passati
ha completamente danneggiato la parte di alimentazione, dove il trasformatore
e' stato sostituito (e fin qui niente di strano), le due raddrizzatrici
brutalmente bypassate sostituendole con due diodi al silicio... E va
be'.. anche questo passi.... MA I FILI ORIGINALI
SONO STATI TUTTI TAGLIATI!!
AARGGHH!
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Dettaglio
dello "scempio" effettuato..
Nel cerchio di destra sono visibiil i due diodi raddrizzatori, probabilmente
1N4004 o similari, in quello di sinistra la evidente cannibalizzazione
di tutti i collegamenti delle EZ80..
Non e' ben chiaro come mai sia stato deciso di fare un simile lavoro,
se come presumo, il trasformatore di alimentazione era bruciato non
bastava sostituirlo senza modificare null'altro?... mah..
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Immagine
del telaio, visto dal lato inferiore.
Notare la quantita' notevole di componenti, sopratutto nella parte di
bassa frequenza.
Sul lato destro, solidale alla manopola di sintonia, si vede il grosso
volano, impiegato per rendere piu' "fluido" il movimento della
rotazione della manopola.
Lo schermo in metallo, posto sotto la parte di preamplificazione, serve
per schermarla ed evitare cosi' l'introduzione di disturbi.
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Questa
immagine, senza particolare valenza tecnica, l'ho messa solo per fare
vedere come il calore del sole diretto contro l'apparecchio abbia nel
tempo come "serigrafato" le scritte della scala parlante attraverso
il vetro, sulla plastica bianca dello sfondo.
E' quasi possibile leggere i nomi delle stazioni!
Anche i tasti si
sono sbiancati, basti guardare come era il loro colore giallo originale,
sempre presente in basso dove sono stati protetti dal mobile.
Questo apparecchio (come tutti gli oggetti del resto) e' stato tenuto
per tempo sotto l'esposizione diretta dei raggi solari, subendone l'effetto
di "scolorimento" dovuto all'azione dei raggi ultravioletti.
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Come
annunciato, qui e' visibile come questo apparecchio appartenga alla prestigiosa
serie "BI-Ampli" della Philips, accorgimento presente solo sui
loro ricevitori di classe alta.
In pratica invece di realizzare la separazione delle frequenze alte da
quelle basse tramite normali condensatori (o al massimo reti RLC) passive
poste PRIMA degli altoparlanti i progettisti della Philips in questo caso
hanno deciso di effettuare la separazione dei segnali in fase di preamplificazione
e da qui farli seguire due strade di amplificazione completamente separate. |
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Su
questo apparecchio, come si puo' vedere, infatti abbiamo ben 2 valvole
finali di potenza, addirittura due poderose EL84, alimentate
con due EZ80.
La preamplificazione, nonche' la separazione delle frequenze, (al posto
del tradizionale filtro crossover) viene fatta tramite il doppio diodo
che si vede a sinistra, una classica ECC82.
Che poi a livello
di ascolto "effettivo" anche se la differenza di suono prodotta
da questo apparecchio rispetto ai normali sistemi di amplificazione
non sia granche', sicuramente un vantaggio la Philips l'ha ottenuto
di li a poco.
Infatti quando hanno iniziato a produrre apparecchi stereo, hanno potuto
avvantaggiarsi nella progettazione del telaio trovando questo praticamente
gia' pronto per essere trasformato in stereo, in quanto gia' con due
canali distinti.
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Immagine
del ricevitore, a restauro concluso e perfettamente funzionante.
Rimangono solo alcune
macchie sulla tela, che purtroppo anche la pulizia non e' riuscita ed
eliminare.
Il suono prodotto da questo apparecchio, sopratutto nella gamma della
modulazione di frequenza dove abbiamo una larghezza di banda piu' ampia,
e' davvero superbo, impossibile descrivelo a parole, va ascoltato..
Al centro l'immancabile occhio magico, una EM80, sostituita perche'
esaurita. Fortunatamente in Unione Sovietica si riescono ancora a trovare
agevolmente questo tipo di valvole, ad un prezzo ragionevole.
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